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Dubai: come smettere di essere residente fiscale in Italia
Come smettere di essere residente fiscale in Italia se ti trasferisci a Dubai: criteri del TUIR, black list, convenzione con gli EAU, AIRE ed exit tax.
Trasferirsi a Dubai non ti rende automaticamente non residente in Italia. A decidere se sei ancora residente fiscale è il fisco italiano, che applica l’articolo 2 del TUIR, non l’indirizzo scritto sul tuo contratto d’affitto. Se resti residente, l’Italia tassa tutti i tuoi redditi, ovunque prodotti, anche se vivi e lavori negli Emirati, dove non esiste un’imposta sul reddito delle persone fisiche.
In più, per un italiano Dubai ha una particolarità che molti sottovalutano: gli Emirati Arabi Uniti sono nell’elenco italiano degli Stati a regime fiscale privilegiato per le persone fisiche, e chi si trasferisce lì si presume ancora residente finché non prova il contrario. Per questo il trasferimento va pianificato bene, non solo fatto.
Questa guida spiega quando il fisco ti considera residente, cosa succede nell’anno della partenza, quando si applica l’exit tax e i passi per trasferire la tua residenza fiscale negli EAU con tutto documentato.
Quando il fisco ti considera residente fiscale in Italia
Secondo l’articolo 2 del TUIR (versione in vigore dal 2024), sei residente fiscale in Italia se per la maggior parte dell’anno (183 giorni, 184 nei bisestili) si verifica una qualsiasi di queste condizioni. Ne basta una:
| Criterio | Cosa guarda il fisco | Come smettere di soddisfarlo |
|---|---|---|
| Residenza civilistica | La dimora abituale in Italia, ai sensi del codice civile | Spostare stabilmente a Dubai la tua dimora abituale |
| Domicilio | Il luogo in cui si sviluppano, in via principale, le tue relazioni personali e familiari | Portare a Dubai il centro della tua vita personale e familiare |
| Presenza fisica | I giorni trascorsi in Italia nell’anno, contando anche le frazioni di giorno | Restare in Italia meno di 183 giorni (184 nei bisestili): anche poche ore contano come un giorno |
| Iscrizione all’anagrafe | L’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, che fa presumere la residenza salvo prova contraria | Iscriverti per tempo all’AIRE; se resti iscritto per la maggior parte dell’anno, provare che non soddisfi gli altri tre criteri |
Il criterio che riserva più sorprese è il domicilio: dal 2024 non è più la sede degli affari, ma il luogo delle relazioni personali e familiari (coniuge o partner convivente, figli). L’Agenzia delle Entrate cita chi si iscrive all’AIRE e lavora all’estero, ma tiene in Italia una casa con le utenze attive dove torna nei fine settimana e nelle ferie: può bastare a configurare il domicilio in Italia.
Dal 1° gennaio 2027 il TUIR lascia il posto al nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), che all’articolo 2 riprende queste regole con lo stesso testo.
La convenzione Italia-EAU: cosa decide in caso di doppia residenza
Quando due Paesi ti considerano residente nello stesso momento, le regole di spareggio (tie breaker rules) decidono quale prevale. La convenzione tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, ratificata con la legge n. 309 del 1997, le prevede all’articolo 4, e la sua definizione di residente non richiede la cittadinanza emiratina.
In caso di doppia residenza decide, in quest’ordine: lo Stato in cui hai un’abitazione permanente; se ce l’hai in entrambi, quello del centro degli interessi vitali (le relazioni personali ed economiche più strette); poi quello del soggiorno abituale; e solo alla fine la nazionalità. Le convenzioni prevalgono sulla legge interna, e l’Agenzia ammette che queste regole superino anche la presunzione legata all’iscrizione all’anagrafe.
Due avvertenze. Per far valere la convenzione devi dimostrare la residenza negli EAU con il certificato che la FTA rilascia ai fini convenzionali. E se soggiorni abitualmente in entrambi i Paesi, o in nessuno, decide la nazionalità: per un italiano, l’Italia.
La strategia più solida resta non soddisfare nessuno dei quattro criteri italiani.
Gli EAU sono nella black list: la prova tocca a te
L’articolo 2, comma 2-bis, del TUIR considera residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dall’anagrafe della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato. Quegli Stati sono elencati nel decreto ministeriale 4 maggio 1999 e gli Emirati Arabi Uniti figurano nell’elenco. Secondo la circolare n. 20/E del 2024 dell’Agenzia delle Entrate, l’ultima modifica della lista è il decreto del 20 luglio 2023, che ha tolto la Svizzera dal 2024.
La conseguenza è un’inversione dell’onere della prova: sei tu a dover dimostrare di non essere più residente. E l’asticella è alta: secondo la prassi richiamata dall’Agenzia, serve la piena dimostrazione della perdita di ogni significativo collegamento con l’Italia e di una reale e duratura localizzazione nel nuovo Paese.
La norma non fissa un limite di anni e dal 2027 la stessa presunzione è ripresa dall’articolo 2, comma 3, del nuovo testo unico. L’elenco può cambiare, quindi conviene verificarlo prima di partire.
L’anno della partenza: la data conta
L’IRPEF è dovuta per anni solari e la convenzione con gli EAU non prevede il frazionamento dell’anno (la split year clause, presente per esempio in quelle con Svizzera, Germania e Panama). La residenza si valuta quindi sull’intero anno, qualunque sia il giorno in cui parti:
| Quando parti | Da quando sei non residente |
|---|---|
| Senza soddisfare nessuno dei quattro criteri per la maggior parte dell’anno (in pratica, partenza e AIRE nella prima metà dell’anno) | Dal 1° gennaio dello stesso anno |
| Dopo aver soddisfatto anche uno solo dei criteri per 183 giorni o più (184 nei bisestili) | Dal 1° gennaio dell’anno successivo: l’anno della partenza resti residente per tutto l’anno |
Attenzione: l’iscrizione all’AIRE decorre dalla data della richiesta completa e non è retroattiva, quindi farla tardi può allungare il periodo in cui risulti iscritto all’anagrafe. Cosa chiude il tuo ultimo anno da residente:
- Redditi ovunque prodotti. Se l’anno della partenza resti residente, dichiari in Italia tutti i redditi dell’anno, anche quelli guadagnati a Dubai dopo il trasferimento, salvo quanto preveda la convenzione.
- Quadro RW, IVIE e IVAFE. Il monitoraggio fiscale riguarda i residenti in Italia: se l’anno della partenza lo sei ancora, nel quadro RW indichi investimenti e attività finanziarie all’estero, comprese le cripto-attività e il conto aperto a Dubai. I conti esteri che non superano 15.000 euro di valore massimo nell’anno sono esonerati dal monitoraggio, salvo che sia dovuta l’IVAFE.
- Quello che lasci in Italia continua a essere tassato in Italia. Da non residente paghi l’IRPEF solo sui redditi prodotti in Italia, per esempio i redditi fondiari della casa di tua proprietà in Italia, anche se la dai in affitto.
Exit tax: in Italia riguarda solo chi esercita un’impresa
L’articolo 166 del TUIR prevede un’imposizione in uscita solo per i soggetti che esercitano imprese commerciali. Per un privato non esiste un’exit tax sulle partecipazioni, e la differenza conta:
- Se eserciti un’impresa commerciale, il trasferimento all’estero equivale a un realizzo al valore di mercato: si tassa la plusvalenza tra valore di mercato e costo fiscale delle attività e passività che non restano in una stabile organizzazione in Italia, alla fine dell’ultimo periodo d’imposta di residenza. Il pagamento in cinque rate annuali è previsto solo per i trasferimenti verso Stati UE o SEE con determinati requisiti, quindi non per gli EAU.
- Se hai partecipazioni come privato, la partenza non fa scattare alcuna imposta: la plusvalenza si tassa quando vendi. Da non residente, quelle su partecipazioni in società italiane restano in linea di principio redditi prodotti in Italia (articolo 23 del TUIR, con alcune esclusioni); ma se sei residente degli EAU ai fini della convenzione, l’articolo 13 riserva in generale questi utili allo Stato di residenza di chi vende.
In pratica, per un privato conta la vendita, non la partenza, e conta di quale Stato sei residente in quel momento.
Passo dopo passo per trasferire la residenza fiscale a Dubai
- Ottieni la residenza legale negli EAU. Con un visto da investitore, da dipendente o una Golden Visa. Lo spieghiamo in residenza imprenditoriale a Dubai e nella Golden Visa.
- Soddisfa i criteri emiratini. Secondo la Cabinet Decision 85/2022, sei residente fiscale negli EAU se lì hai la residenza abituale e il centro dei tuoi interessi finanziari e personali, se trascorri 183 giorni o più nel Paese in 12 mesi consecutivi, oppure se trascorri 90 giorni o più e, oltre al permesso di residenza, hai lì un’abitazione permanente o un impiego o un’attività.
- Chiedi il certificato di residenza fiscale (TRC) alla FTA. È la prova della tua residenza fiscale negli EAU (per la convenzione serve quello ai fini convenzionali). Lo gestiamo in residenza fiscale negli EAU.
- Iscriviti all’AIRE entro 90 giorni. Si chiede al Consolato Generale d’Italia a Dubai solo tramite il portale Fast It, con il modulo (completo di P.O. Box), il passaporto, il visto di residenza o l’Emirates ID e il contratto d’affitto registrato (Ejari) o il titolo di proprietà. Decorre dalla data della richiesta completa e non è retroattiva; chi non si iscrive rischia una sanzione da 200 a 1.000 euro per ogni anno, fino a un massimo di cinque anni.
- Riorganizza i tuoi legami con l’Italia. Decidi cosa fare della casa in Italia, dove vivrà la tua famiglia e da dove gestirai i tuoi affari: è ciò che il fisco guarderà per il domicilio e per le regole di spareggio.
- Conserva le prove. Contratto d’affitto o atto di proprietà a Dubai, visto ed Emirates ID, il report ufficiale di ingressi e uscite dal Paese, le carte d’imbarco e i TRC di ogni anno. Sono le prove con cui supererai la presunzione della black list e conterai i giorni in Italia, frazioni comprese.
Pianifica prima di partire
Smettere di essere residente fiscale in Italia è un processo, non una pratica: si decide con la data di partenza, l’iscrizione all’AIRE, i legami che lasci in Italia e le prove che accumuli dal primo giorno, perché con gli EAU nella black list la prova è a tuo carico. Fare il contrario, prima trasferirsi e poi pensare al fisco, è il modo più comune di finire per pagare in Italia le tasse sui redditi guadagnati a Dubai.
In LorcaBase ti assistiamo in inglese e spagnolo sulla parte emiratina: la tua fiscalità a Dubai, la residenza e il TRC negli EAU. Per la parte italiana conviene coordinarsi con un consulente fiscale in Italia. Se vuoi sapere come funzionano le tasse una volta lì, parti dalla nostra guida sulle tasse a Dubai.
Fonti e riferimenti
Riferimenti utilizzati per contestualizzare questa pagina e i suoi dati principali.
Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi ▸
Legge 28 agosto 1997, n. 309, Ratifica ed esecuzione della convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo degli Emirati arabi uniti per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con protocollo aggiuntivo, fatta ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995 ▸
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-08-28;309
Decreto del Ministero delle finanze 4 maggio 1999, Individuazione di Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato ▸
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1999/05/10/099A3671/sg
Decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi ▸
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2026-06-19;117
Consolato Generale d'Italia a Dubai: Anagrafe degli Italiani residenti all'estero (AIRE) ▸
Agenzia delle Entrate: Regole generali per persone fisiche, residenza fiscale ▸
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/regole-generali-per-persone-fisiche1
Agenzia delle Entrate: Quadro RW, investimenti e attività finanziarie all'estero, monitoraggio, IVIE/IVAFE ▸
https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it/portale/quadro-rw
Agenzia delle Entrate: Circolare n. 20/E del 4 novembre 2024, istruzioni operative agli uffici in materia di residenza fiscale delle persone fisiche e delle società ed enti a seguito delle modifiche apportate dal decreto legislativo 27 dicembre 2023, n. 209 ▸
Cabinet Decision No. 85 of 2022 on the Determination of Tax Residency ▸
Federal Tax Authority: Tax Residency Certificate Service ▸
https://tax.gov.ae/en/services/issuance.of.tax.certificates.aspx
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